RIASSUNTO prime Lezioni (Corso-I Pilastri dell’Islam) La Shahada

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In nome di Dio, Misericordioso e Clementissimo

«RIASSUNTO»  PRIME LEZIONI [Corso -I Pilastri dell’Islam]

1° PILASTRO: «SHAHADA» “La Testimonianza che non c’è divinità all’infuori di Allàh e che Muhammad è l’Inviato di Allàh”.

(Domenica 23/03/2014)

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Questa Domenica l’Insegnante Shaykh Anwar è assente per impegni imprevisti e ha incaricato i Fratelli Redouane M. e Umar F. di sostituirlo e di procedere con la Lezione in programma. Si coglie l’occasione per fermarsi un attimo e fare assieme un breve Riassunto dei punti principali fin qui trattati nelle precedenti Lezioni, con lo scopo di fissarli maggiormente in noi.

Questo Corso si prefigge di trattare i 5 Pilastri (Arkan) dell’Islam in un modo approfondito per cogliere al massimo i tesori che questi cinque Pilastri contengono, e per conoscerne gli aspetti Spirituali (ruhìa), teorici (nazarìa) e pratici (tatbìqìa).

I cinque Pilastri sono richiamati in questo detto (hadith) del Profeta Muhammad (su di lui le preghiere e la pace divine). Riporta Abu Abd r-Rahmân Abdullah figlio di Omar ibn al-Khattab (che Allàh sia soddisfatto di loro due) ho sentito dire dall’Inviato di Allah (su di lui le preghiere e la pace divine): «L’Islam si fonda (buniya) su cinque [pilastri]: la Testimonianza che non c’è divinità all’infuori di Allah e che Muhammad è l’Inviato di Allàh (Shahàda); il compimento della Preghiera rituale (Salàt); il versamento dell’Elemosina rituale (Zakàt); il pellegrinaggio alla Casa [Mecca] (Hajj); e il digiuno (Saum) nel mese di Ramadàn». (Hadith riferito da al-Bukhari e Muslim (riportato nei 40 Hadith di Nawawi  – hadith nr.3).

La parola araba dell’hadith «bunya» significa: fondamenta, basi, pilastri (di costruzione), sui quali appoggiare e costruire qualcosa, nel nostro caso sono le fondamenta e i pilastri sui quali costruire, elevare ed innalzare l’Islam, la sottomissione ad Allàh. Si può inizialmente così riassumere la funzione di questi cinque pilastri:

  • La Testimonianza di Fede (shahada) è: il Credo (‘Aqida),
  • I quattro Pilastri che seguono: riguardano la pratica, e cioè le opere (‘amal) da compiere per sostenere il primo pilastro.

In queste prime sei Lezioni del Corso è stato trattato il:

1° PILASTRO DELL’ISLAM: LA TESTIMONIANZA DI FEDE (SHAHADA)

«Ashadu an là ilàha illà Allàh, wa ashadu anna Muhammadan Rasul Allàh» – «Testimonio che non c’è divinità all’infuori di Allàh, e testimonio che Muhammad è l’Inviato di Allàh».

Questo primo Pilastro viene poi sviluppato in questi importanti sette punti:

1.Significato dell’intera frase (parola per parola) della Testimonianza di Fede (Shahada).

2.I Pilastri (Arkàn) della Testimonianza di Fede (Shahada).

3.I Frutti (Thamàr) della Testimonianza di Fede (Shahada).

4.I Meriti, i Benefici, e l’Eccellenza (Fadail) della Testimonianza di Fede (Shahada).

5.Comprensione della Verità (Tahqìq) della Testimonianza di Fede (Shahada)

6.Condizioni da soddisfare (Shurùt) della Testimonianza di Fede (Shahada).

7.Cose contrarie (Addad) alla Testimonianza di Fede (Shahada).

I Punti trattati fin ora sono i punti: 1; 2; 3; 4 e 6 che andiamo adesso a riassumere.

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1°punto

SIGNIFICATO DELL’INTERA FRASE DELLA TESTIMONIANZA DI FEDE (Shahada) (parola per parola).

La doppia Testimonianza di fede (shahada) si divide in queste due parti:

1. «Ashadu an là ilàha illà Allàh» “Testimonio che non c’è divinità all’infuori di Allàh”,

2. «wa ashadu anna Muhammad Rasul Allàh» “e testimonio che Muhammad è l’Inviato di Allàh”.

In questa doppia testimonianza di Fede, la parola araba «ashadu» (testimonio) viene ripetuta due volte. Nella prima parte: si testimonia “l’adorazione solo” ad Allàh, Unico senza associati. Nella seconda parte si testimonia “di seguire solo” il Profeta Muhammad (sas).

1^ Testimonianza:

 «Ashadu an là ilàha illà Allàh» “Testimonio che non v’è divinità se non Allàh” Anche questa si divide in due parti:

1. Ashadu an là ilàha – “Testimonio che NON c’è divinità, non c’è dio”, non c’è idolo.

2.- illà Allàh “all’infuori di, se non, altri che, solo che, Allàh” –

Questa testimonianza è chiamata «Tawhid» l‘affermazione dell’Unicità di Dio.

il termine «Ashadu» “testimonio”, ha questi tre significati:

1.La Visione, la vista (ru’hyà), com’è detto nel Corano «I ravvicinati [a Dio] ne renderanno testimonianza (yashadu-hu al-muqarrabun)».(Corano sura  al-Mutaffifin 83, vers.21). E’ la visione interiore con il cuore (qalb) e con l’intelletto (‘aql), che hanno coloro che raggiungono la perfezione della fede (ihsàn), e come dice il Corano i ravvicinati a Dio (muqarrabun).

2.Testimonianza (shahàda). Come esempio di testimonianza nel Corano viene detto che per un matrimonio valido ci devono essere due testimoni maschi. Oppure per altre situazioni Allàh parla che ci devono essere dei testimoni.

3.Giuramento (yamìn). «Si sono serviti dei loro giuramenti come protezione per allontanare le persone dalla via di Allah. Quant’è perverso quello che fanno!» (Corano sura Al-Munàfiqùn 63, vers. 2). Quando si testimonia qualcosa, si fa anche una specie di giuramento che quello che si dice è veritiero e non falso.

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2°punto

I PILASTRI (ARKÂN) DELLA TESTIMONIANZA DI FEDE (Shahada)

La Testimonianza di Fede (shahada) poggia su due Pilastri (arkàn), se manca uno di questi la Testimonianza di Fede non è valida. Questi due Pilastri sono i seguenti:

1.«Ashadu an là ilàha illà Allàh» (testimonio che non c’è alcun dio/divinità all’infuori di Allàh).

2.«wa ashadu anna Muhammad Rasul Allàh» (e testimonio che Muhammad è l’Inviato di Allàh).

1° Pilastro: «Là ilàha illà Allàh» (non c’è divinità se non, all’infuori di, Allàh):

Analizzando questo primo pilastro della testimonianza vediamo che anch’essa è divisa in due parti:

1.«là ilàha» non c’è divinità, non c’è alcun dio, e questa è una negazione (nafì)

2.«illà Allàh» se non Allàh, che è una affermazione (lithibàt)

– La negazione (là ilàha) serve a eliminare, a fare pulizia, a dire non credo in niente, a coprire (kufr).

– L’affermazione, la conferma (illà Allàh) serve a dire: ‘credo solo in Allàh’!. Questo devo poi dimostrarlo e manifestarlo adorando Allàh con le opere, come ci dice Allàh nel Corano: «Non ho creato i jinn e gli uomini se non affinché Mi adorino (illà li-ya’bùn)» (Corano sura Adh-Dhariyàt 51, vers.56).

2° Pilastro: «Ashadu anna Muhammad ‘abdu-Hu wa rasulu-Hu, o Rasul-Allàh» (e testimonio che Muhammad è il servo, e l’Inviato di Allàh).

Muhammad è ‘Abdu-Hu’ il Suo servo, e cioè il servo di Dio. Non ci deve perciò essere esagerazione (al-ifràt) nell’elogiare il Profeta, lui non è un Dio.

Muhammad è Rasulu-Hu il Suo Inviato, e cioè l’Inviato di Allàh. Bisogna perciò dare il giusto posto e valore (al-tafrìd) al Profeta e avere il massimo rispetto per lui, perché esso è stato scelto da Allàh.

Perciò affinché la testimonianza di fede (shahada) sia valida ci devono essere queste due attestazioni di fede: Là ilàha illà Allàh (non c’è divinità all’infuori di Allàh) e Muhammad Rasul Allàh (Muhammad è l’Inviato di Allàh).

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3° punto

I FRUTTI (THAMÂR) DELLA TESTIMONIANZA DI FEDE (Shahada)

La Shahada è un contratto, un Patto di alleanza (bay’a) con Allàh, vedi Corano: «In verità [Oh Muhammad] ti abbiamo mandato come Testimonio (Shàhidan), Nunzio e Ammonitore, affinché voi crediate in Allah e nel Suo Messaggero e affinché Lo assistiate, Lo onoriate e Gli rendiate gloria al mattino e alla sera. In verità coloro che prestano giuramento di fedeltà (bay’a) a te, prestano giuramento di fedeltà (bay’a) ad Allah, e la mano di Allah è sopra le loro mani. Chi violerà il Patto lo violerà a suo danno, ma chi sarà fedele al Patto di Allah, Egli concederà una ricompensa immensa.» (Corano Al-Fath 48, vers. 8-10)

I tre Frutti (thamàr) della ‘Testimonianza’ di Fede (shahada)   “Là ilàha illà Allàh, Muhammad Rasul Allàh” , a livello teorico e pratico.

1°Frutto – la Shahada è «UNO STILE DI VITA»

«Là ilàha illà Allàh» è la Dottrina dell’Unità Divina (Tawhid).

«Muhammad Rasul Allàh» è come metterla in pratica.

L ‘ Uomo sottostà a queste due Verità.

L’Uomo ha due fonti: A e B, ed in mezzo che fa da tramite, c’è il Profeta Muhammad.

A) Il Creatore Universale (Al-Khàllaq)

Il Profeta Muhammad (Rasul) è l’intermediario tra queste due fonti.

B) La Creazione (Al-Makhlùq) (khàlq).

La messa in pratica della Dottrina dell’Unità Divina (Tawhid), cioè praticare quanto si è attestato con la voce “là ilàha illà Allàh” “non c’è divinità all’infuori di Allàh”, va fatta con le opere di adorazione, come ci dice Allàh nel Corano: «Non ho creato i jinn e gli uomini se non affinché Mi adorino (illà li-ya’bùn)»  (Corano sura Adh-Dhariyàt 51, vers.56).

Come mettere in atto quest’adorazione ad Allàh? Egli nella Sua Misericordia, ci ha dato il Suo Inviato Muhammad (pace e benedizione su di lui) quale migliore esempio da seguire e dice a suo proposito:

«In verità nell’Inviato di Allàh vi è per voi un modello sublime (laqad kàna lakum fì Rasuli-Lllàhi uswatun hasanatun).» (Cor.33,21)

«Non ti abbiamo inviato (o Muhammad) se non come Misericordia per tutto il Creato (wa mà arsalnaka illà rahmatàn li-l‘alàmin).» (Cor. 21,107)

«Dì loro (o Profeta): Se amate veramente Allàh, seguitemi (amate e onorate me): Allàh vi amerà e perdonerà i vostri peccati (qul in kuntum tuhibbuna Allàh fattabi’ùnì yuhbibkumu Allàh» (Cor.3,31)

«Chiunque obbedisce ad Allàh e al Suo Inviato, essi sono quelli i quali Egli (Allàh) ha favorito (…)» (Cor.4,69)

«Allàh e i Suoi Angeli pregano sul Profeta, o voi che credete pregate su di lui.» (Cor.33,56)

Perciò mettere in pratica l’attestazione di fede seguendo l’esempio dell’Inviato di Allàh, diventa per l’uomo un vero e proprio ‘stile di vita’, lo stile più nobile e il più elevato.

2° frutto – la Shahada è «LA LEGGE UNIVERSALE per tutto il Creato (Sharì’a kawnya.

Che cosa significa questo? Significa che in questa Legge Divina universale (Sharì’a kawniya) c’è tutto il Bene (khayr) che Allàh ha mandato per tutto il Suo creato, compreso perciò anche l’essere umano. Questo Bene comprende l’amore, la bontà, la pace, l’equilibrio, l’ordine, e altre cose benefiche.

Per ricevere e beneficiare al massimo di tutto questo Bene divino (Khayr) bisogna seguire la Legge di Allàh (Sharì’a), e in base al nostro grado di Fede e di osservanza di questa Legge Divina, si potrà ricevere e partecipare, di più o di meno, di questi Beni Divini (Khayr).

Chi crede e accetta la Testimonianza di Fede (shahada) «Là ilàha illà Allàh, Muhammad Rasul Allàh» ha la chiave del Paradiso. Cosi ci insegna Allàh com’è la giusta sottomissione a Lui: «Di’: “In verità la mia Preghiera, il mio culto, la mia vita e la mia morte, appartengono ad Allah il Signore dei mondi. Nulla è a Lui associato. Questo mi è stato ordinato e io sono il primo dei sottomessi a Dio (muslimìn)». (Corano sura Al-An’àm 6, vers.162-163. Vale a dire: io (Muhammad) sono il primo a sottomettermi interamente ed esclusivamente a Allàh). Allàh l’Altissimo dice all’uomo: «In verità abbiamo fatto scendere su di voi un Libro contenente il Monito (Avvertimento) per voi. Non volete voi dunque comprendere? Quante città abbiamo distrutto che furono inique (miscredenti), e abbiamo fatto sorgere dopo di esse altri popoli! Quando essi sentirono approssimarsi la Nostra ira, ecco che essi si diedero a fuggire dalle loro città a folle corsa. ”Non fuggite, ritornate ai vostri lussi e alle vostre delizie, e alle vostre case; che forse ve ne sarà chiesto conto!”. ”Ahimè! guai a noi, guai! Gridarono, noi fummo invero degli ingiusti!”. Tale grido continuò, finché li riducemmo come biade mietute, senza vita, annientati. Noi non abbiamo creato il cielo e la terra, e lo spazio fra di essi per gioco: se avessimo voluto scherzare, lo avremmo fatto fra Noi stessi, se proprio avessimo voluto farlo. Ma Noi scagliamo la Verità (Haqq) contro la Vanità, l’illusione (Batil), ed essa la coglie alla testa, ed eccola a terra annientata: guai a voi, per ciò che empiamente e falsamente affermate! (di Noi). Solo a Lui appartengono tutti gli esseri che sono nei cieli e sulla terra! E gli esseri che sono presso di Lui (angeli) non disdegnano di adorarLo e non se ne stancano: essi proclamano la Sua gloria notte e giorno, senza cessa e riposo (ininterrottamente).» (Corano Sura Al-Anbiyâ’  21 (I Profeti), vers.10-20).          

3° frutto – la Shahada è «CULTURA (thaqàfa) e CIVILIZZAZIONE (hadàra.

La Civiltà o Civilizzazione si occupa della costruzione delle città e delle sue infrastrutture, di Leggi per disciplinare la vita dei cittadini in esse, dello sviluppo materiale, della produzione di beni utili, e altre cose civili.

La Cultura si occupa di istituire delle Scuole, delle Università, dei Centri di Scienza, per dare una cultura, una formazione e una conoscenza ai suoi cittadini, per non lasciarli nell’ignoranza e affinché poi siano utili alla Comunità. Tutto questo è anche un frutto della Testimonianza di fede (Shahada).

La prima parola che Allàh ha insegnato (agli uomini) nel Corano è «Iqrà» che significa Leggi, Studia, Conosci, impara, etc. «Leggi! in nome del tuo Signore che ha creato, ha creato l’uomo da una aderenza, Leggi! che il tuo Signore è il Generosissimo, Colui che ha insegnato mediante il Calamo, che ha insegnato all’uomo quello che non sapeva.» (Corano sura Al-‘Alaq, 96, ver 1-5).

Bisogna però precisare che la ‘Civilizzazione’ e la ‘Cultura’ per essere tali hanno bisogno di trasmettere ai cittadini anche e soprattutto alti Valori (al-qyam), i buoni Comportamenti, le qualità morali, i costumi virtuosi (al-Akhlàq), altrimenti diventano delle Tirannie, non valgono nulla e non possono essere di beneficio alle persone.

«Al-Qyàm»: Il fatto di essere retto, essere in piedi, rettitudine, modo di essere corretto, essere un uomo di valore, un vero uomo.

«Al-Khuluq»: Buon comportamento, qualità morale, buona indole, buone maniere, buona condotta.

Queste due importanti qualità e insegnamenti, noi li ritroviamo ampliamente insegnati nell’Islam e soprattutto nell’esempio dell’Inviato di Allàh sayyidinà Muhammad (pace e benedizioni su di lui) e dei suoi Compagni, che dalla Mecca hanno portato Civiltà e Cultura dove sono arrivati, Europa compresa. Hanno portato Scienze che mancavano come l’Algebra e altre Scienze ancora.

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4 punto

I MERITI E I BENEFICI (FADAIL) [1] DELLA TESTIMONIANZA DI FEDE (SHAHADA)

Questa Scuola (Madrasa) trae conferma della veridicità dei suoi insegnamenti con riferimenti autorevoli e certi, validi per tutti, dalla Tradizione Islamica, rifacendosi a quanto riportato nelle parole di Allàh nel Suo ‘Sacro Corano’, nei detti del Profeta (dalla Sunna) e dai Sapienti (‘Ulamà) dell’Islam. Riportiamo ora alcuni riferimenti presi dal Sacro Corano, sull’Eccellenza, sui Benefici e sui Favori (Fadail) della Testimonianza di Fede (Shahada) «Là ilàha illà Allàh, Muhammad Rasul Allàh».

 Riferimenti del Corano sui Favori (Fadail) della Shahada

1) La Shahada è «l’ansa più solida» (al-‘urwat al-wuthqâ). Dice Allàh l’Altissimo: «Chi rifiuta l’idolo (taghut) e crede in Allàh, si è afferrato all’impugnatura saldissima (bi al-‘urwati al-wuthqà) che mai si può spezzare». (Corano sura 2, vers. 256). E’ una corda di salvezza, un salvagente che salva l’uomo dalle onde burrascose di questo basso mondo (dunya).

2) La Shahada è «un patto» (al-‘ahd) tra Allàh e il servo. Un Hadith dice: «Il servo deve adorare Allàh e Allàh deve dargli il Paradiso». Dice Allàh l’Altissimo: «non otterranno intercessione, altro che quelli che hanno stretto un patto (‘ahd) col Misericordioso.» (Corano sura 19, vers. 87).

3) La Shahada è «testimoniare la verità della cosa più eccellente» (saddaqa bi l-husna) e ciò, come conseguenza, rende facile la vita. Dice Allàh l’Altissimo: «Invero i vostri sforzi divergono. A chi sarà stato generoso e timorato e avrà attestato la verità della cosa più eccellente (la shahada), faciliteremo la via verso la facilità e la felicità; a chi invece sarà stato avaro e non ha sentito il bisogno dell’aiuto di Dio e tacciato di menzogna la cosa più eccellente (shahada), faciliteremo la via verso il difficile, l’infelicità.» (Corano sura 92, vers. 4-10).

4) La Shahada è «la promessa di Allàh» che ci darà il Paradiso e anche di più. Dice Allàh l’Altissimo: «A chi avrà fatto il bene, supremo bene gli sarà dato e più ancora.» (Corano sura 10, vers. 26). Il senso delle parole “quelli che agiscono per il bene”, secondo i principali commentatori del Corano è la frase lâ ilâha illâ Allâh perché se la si pronuncia e si muore, si entra in Paradiso.

5) La Shahada è «la parola della verità» (al-kalimat al-haqq). Allàh Altissimo ha detto: «Coloro che essi invocano all’infuori di Lui [Allàh], non hanno alcun potere d’intercessione, eccetto coloro che avranno testimoniato la verità [la shahada] con piena conoscenza di causa (‘ilm).» (Corano sura 43, ver.86)

6) La Shahada è «la parola del timore di Dio» (kalimat at-taqwâ). Allàh l’Altissimo ha detto: «E quando i miscredenti riempirono di furore i loro cuori, il furore dell’ignoranza empia, Allah fece scendere la Sua Presenza Pacificatrice (Sakina) sul Suo Messaggero e sui credenti e volse loro ad attaccarsi con fermezza all’espressione della Parola del timore [di Allah] (kalimat at-taqwà) [là ilàha illà Allàh], perché erano più degni e più atti a riceverla. Allah conosce tutte le cose» (Corano sura 48, vers. 26).

7) La Shahada è «la parola stabile-ferma» (al-kalimat at-thâbita)[2]. Allàh l’Altissimo ha detto: «Allâh stabilizza (rende fermi) i credenti con una parola ferma.» (Corano sura 14, vers. 27). Questa parola aiuta per tutta la vita e conduce al Paradiso. Il Profeta Muhammad (su di lui le preghiere e la pace divine) faceva sempre una domanda a Dio (du’à) di avere questa parola ferma.

8) La Shahada è «la buona parola» (al-kalimat at-tayyibat). Allàh l’Altissimo ha detto: «Non vedi come Allàh propone in parabola una ‘buona parola’ (kalimat t-tayyiba)? Essa è come un buon albero, la cui radice è salda e i cui rami sono alti nel cielo, e continuamente dà frutti, col permesso del suo Signore. Allah propone metafore agli uomini, affinché riflettano.» (Corano sura 14, vers. 24-25.)

9) La Shahada è «bene» (hasanàt). Chi la usa non deve temere nulla, non ha alcun terrore, ed essa è la Salvezza. Allàh Altissimo ha detto: «Chi verrà con il bene [là ilàha illà Allàh] avrà qualcosa ancora migliore. In quel Giorno [del Giudizio] essi saranno al sicuro dal terrore.» (Corano sura 27, vers. 89).

10) La Shahada è «la simiglianza più eccelsa» (al-mathal[3] l-a’lâ). Allàh l’Altissimo ha detto: «Egli è Colui che inizia la creazione e poi la riproduce e ciò Gli è facile. A Lui appartiene la simiglianza più eccelsa (al-mathàl l-a’là) nei cieli e sulla terra. È Lui l’Eccelso, il Saggio!» (Corano sura 30, vers.27).

11) La Shahada è «la parola permanente» (al-kalimat al-bâqiya)[4]. E’ la parola che rimane e che viene tramandata ai figli. Allàh Altissimo ha detto: «E rammenta quando Abramo disse a suo padre e al suo popolo: «Io rinnego totalmente quello che voi adorate, ad eccezione di Colui che mi ha creato, poiché è Lui che mi guiderà. Ed egli [Abramo] ne fece una parola viva in eterno (kalimat al-bàqiya) nella sua discendenza.» (Corano sura 43, vers. 26-28). Le parole “Rinnego totalmente ciò che adorate” esprimono, in effetti, la negazione della divinità (là ilàha) tra ciò che essi adoravano. Poi dice: “ad eccezione di Colui che mi ha creato”: vi è qui un’affermazione della divinità (illà Allàh) di Colui (Allàh) l’Unico, che l’ha creato. Tutto ciò è lâ ilâha illâ Allàh.

12) La Shahada è «l’affermazione dell’Unità di Allàh» (at-Tawhìd)[5]. Perché essa rappresenta la negazione assoluta di ogni politeismo (shirk)[6] e il suo significato è incontestabilmente quello rivelato dall’Altissimo: «E il vostro Dio è un Dio Unico (wa ilàhu-kum ilàhun wàhidun).» (Corano sura 2, vers. 163). Alcuni potrebbero essere tentati di dire: «Certo, il nostro Dio è Uno, ma è probabile che altri abbiano un dio che fa fronte al nostro».  Allàh ha messo fine a questo smarrimento con le Sue parole: «Non c’è divinità all’infuori di Lui (là ilàha illà Huwa) il misericordioso, il Clementissimo.» (Corano sura 2, vers. 163). La parola tawhìd è portatrice di due frutti. Il primo è che la sostanza dell’uomo fu creata all’origine nobile e onorabile. Allàh Altissimo ha detto: «Certo abbiamo onorato i figli di Adamo». (Corano sura 17, vers. 70). Poiché il prototipo originario [dell’uomo] deteneva questa nobiltà, la purificazione dell’uomo si fa in accordo col suo prototipo, mentre il suo avvilimento [diventare vile] si fa in opposizione ad esso. Vediamo allora che quando l’uomo dà degli associati ad Allàh (commette shirk), diventa impuro. È ciò che spiegano le parole di Allàh: «Gli associatori (mushrikun-politeisti) sono solamente impurità (al-mushrikun najasun).» (Corano sura 9, vers. 28).

13) La Shahada è «la sincerità» (ikhlâs). Si chiama così perché il suo principio implica -l’azione del cuore- che è quella di conoscere (per mezzo del cuore) l’Unicità di Allàh l’Altissimo (At-Tawhîd). È inconcepibile che questa conoscenza con il cuore abbia altro interesse se non quello di ubbidire, di amare e di adorare Allàh. Questa ‘conoscenza’ deve essere ricercata solo per Allàh e per nessun’altra ragione, come contrariamente talvolta succede agli atti di adorazione “esteriori”. Questi atti possono essere compiuti per la gloria di Allàh Altissimo, come invece possono essere compiuti per interessi per questo basso mondo (dunyà), quali l’ipocrisia, l’orgoglio o la raccomandazione. Ecco perché si designa lâ ilâha illâ Allâh con la parola “ikhlâs” (sincerità).

14) La Shahada è «la virtù» (ihsân)[7]. Allàh l’Altissimo ha detto: «C’è altra ricompensa per il bene, che il bene?» (Corano sura 55, vers. 60). Allo stesso modo, la ricompensa per la fede può essere altra cosa se non la fede? Sappi [o servitore] che l’impegno alla servitù (‘ubudiyya) incombe a te, come per contro l’impegno alla Signoria (Rabbaniya) incombe alla Sua (di Allàh) magnanimità, così come ha detto l’Altissimo: «Se mantenete i vostri impegni nei Miei confronti, Io terrò i Miei verso di voi.» (Corano sura 2, vers. 40). L’impegno alla servitù è che tu sia il servitore (‘abd) di Allàh e di nessun altro, e che tu sappia inoltre come tutto, eccetto Allàh, è asservito ad Allàh, come Lui stesso l’ha detto: «Tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra si riducono, di fronte al Misericordioso (senza eccezione), a servitori.» (Corano sura 19, vers, 93).  È stabilito dunque che, pronunciare lâ ilâha illâ Allâh, è un “atto virtuoso” da parte del servitore, da qui le Sue parole: «C’è altra ricompensa per il bene che il bene?». Più l’atto è migliore, più colui che agisce è ‘virtuoso’. La migliore invocazione è lâ ilâha illâ Allâh e la migliore conoscenza è quella di lâ ilâha illâ Allâh. Questa conoscenza e questa invocazione rappresentano la virtù (ihsân).

15) La Shahada è «la chiamata della Verità» (da’wa[8] al-Haqq) Allàh Altissimo dice: «A Lui [Allàh] la chiamata della Verità (a Lui solo spetta l’invocazione vera) (la-Hu, da’wat al-Haqq). (Corano sura 13, vers.14). Ciò significa che questa ‘chiamata della Verità’ appartiene solamente a Lui [Allàh] e a nessun altro. Allàh lo spiega con queste Sue parole: «Di’: A voi la vostra religione e a me la mia (religione)» (Corano sura Kafirun 109, vers. 6). Riguardo questa chiamata della Verità, Allàh Altissimo ha detto: «A chi apparterrà la Sovranità in quel Giorno? [del Giudizio]» (Corano sura 40, vers.16). Per ciò che è di fatto che questa chiamata conduce verso la Verità, Allàh Altissimo ha detto: «In verità tutto ritorna verso il tuo Signore» (Corano sura 53, vers. 42). Per ciò che riguarda la chiamata alla Verità che proviene talvolta dall’umanità, ha detto Allàh: «Chi mai proferisce parola migliore di colui che chiama (da’wa) ad Allah, e compie il bene?» (Corano sura 41, vers. 33).

16) La Shahada è «giustizia» (‘adl)[9]. Allàh l’Altissimo ha detto: «In verità Allàh ordina la giustizia, la virtù e l’assistenza» (Corano sura 16, vers. 90). Ibn Abbâs ha detto: “Essere giusto è testimoniare che ‘non c’è divinità se non Allàh’ (lâ ilâha illâ Allâh), ed essere virtuosi consiste nella pratica della servitù (‘ubudiyya).” È stato detto anche: “La giustizia deve applicarsi verso le persone e la virtù nei confronti di se stessi e della propria obbedienza [ad Allàh]”. Allàh Altissimo ha detto: «Se farete del bene lo farete in favore vostro, e se farete del male lo farete a voi stessi.» (Corano sura 17, vers. 7).

17) La Shahada è «il buono della parola» (al-tayyib[10] min al-qawla). Allàh l’Altissimo ha detto: «Poiché saranno guidati verso il buono (tayyib) della parola» (Corano sura 22, vers. 24), vale a dire verso ‘lâ ilâha illâ Allàh’. L’articolo determinativo “il” (al)[11] davanti alla parola ‘buono’, serve ad aiutare solamente la comprensione, come se Allàh avesse detto: «Non c’è assolutamente niente di delizioso o di buono eccetto questo», perché si può considerare ciò che è buono in modo differente da Allàh come non buono affatto. Quale parola è più pura e gustosa (deliziosa) dell’affermazione dell’Unità (tawhìd)? La miscredenza (kufr) provoca settanta anni d’impurità, che possono essere cancellati dal vero ricordo (dhikr) di questa formula ‘là ilàha illà Allàh’ recitato anche una sola volta. Questo è dovuto al fatto che il buono ha un buon gusto (dhawq), ed il gusto è la coscienza di ciò che meglio conviene.

18) La Shahada è «la rettitudine» (al-istiqâma). Allàh l’Altissimo ha detto: «Coloro che dicono: “Il nostro Signore è Allah”, e poi si tengono (astaqàmù) sulla retta via.» (Corano sura 41, vers. 30). Si tratta dell’espressione lâ ilâha illâ Allàh, e la parola “Il nostro Signore è Allah” è una conferma dell’esistenza del Signore, l’Altissimo. L’umanità è composta da coloro che danno ad Allàh un pari ed un socio, e poi da coloro che negano ciò. Sono questi che (non associano nulla ad Allàh) che sono nella rettitudine (istiqàma) e sulla via diritta. La rettitudine al momento della risurrezione si valuta in rapporto alla rettitudine nel rifiuto di associare qualcosa ad Allàh. Un Sapiente ha detto che per avere la rettitudine (istiqàma) duratura, bisogna avere queste 9 cose: Il Dono di Allàh; la sincerità (ikhàs); il chiedere perdono (istighfar) e il pentimento (tawba); l’esame di coscienza; le preghiere (salàt) fatte al tempo giusto; la scienza (‘ilm); amici sani e corretti (sahih); controllo dei sensi (vista, udito, parola); conoscere la strada dello shaytan (per evitarla).

19. La Shahada è «la parola di Allàh, la più elevata» (kalimatu-Allâh al-‘ulyâ[12]). Allàh l’Altissimo ha detto: «e la parola di chi rifiutò la fede (kafirun), (Allàh) la ridusse in basso, e la parola di Allàh è la più elevata (wa kalimat Allàh, hiya al-‘ulyà)» (Corano sura 9, vers. 40). Difatti, la luce della Parola si rivela solamente al cuore una volta che questo ha ricevuto da Allàh la forza. Di conseguenza i Conoscitori (‘Arifùn), immersi nella luce della Maestà divina, guardano con disdegno le mondanità e il potere dei re. Non s’interessano alla guerra e non hanno alcuna considerazione per i piaceri e le bellezze di questo basso mondo (dunyà). Non vedi che quando la luce di questa Parola apparve ai maghi di Faraone [tramite il Profeta Mosè], essi non notarono neppure che i loro piedi e le loro mani erano stati tagliati? In questo basso mondo (dunyà) la Parola di Allàh domina sulle altre credenze, Allàh l’Altissimo ha detto: «Egli (Allàh) è Colui che ha inviato il Suo Messaggero con la retta guida e la Religione della Verità affinché prevalga sulle religioni tutte, anche a dispetto degli idolatri.» (Corano sura 9, vers. 33). Questa Parola si eleva al di sopra di ogni peccato, perché in verità, cancella ogni peccato senza che nessuno peccato possa cancellarla.

20) La Shahada è «le chiavi dei cieli e della terra» (maqâlìd as-samâwât wa al-ard). Ibn Abbâs ha detto: “Si tratta di lâ ilâha illâ Allàh, perché il politeismo è una delle cause della corruzione del mondo”. Allàh Altissimo ha detto: «Poco manca che si spacchino i cieli, e si squarci la terra, e crollino in polvere le montagne, poiché essi hanno attribuito un figlio al Misericordioso.»(Corano sura 19, vers. 90-91). Poiché è così, l’affermazione dell’Unicità di Allàh (tawhìd) è il benessere del mondo. Le porte del Paradiso si aprono solamente quando si supplica con lâ ilâha illâ Allàh. Parimenti, le porte dell’inferno sono chiuse solamente da queste parole, e i diversi tipi di suggestioni malefiche sono respinte solamente da questa espressione. Essa è dunque la chiave più elevata dei cieli e della terra, e la chiave più potente degli spiriti, delle anime, dei corpi e dell’intelletto.

21) La Shahada è «la parola mediana» (al-kalimat as-sawâ[13]). Allàh l’Altissimo ha detto: «Di’: “O gente del Libro, avanti, innalzatevi a una Parola mediana (kalimàt as-sawà’) tra noi e voi: non adorare altri che Allàh, non associarGli nulla, e che di noi nessuno prenda altri per ‘signori’ ad esclusione di Allàh”. E se s’allontanano, dite loro: Rendete testimonianza che siamo sottomessi (muslimun) a Allàh.» (Corano sura 3, vers. 64).

Secondo Al-Alùsi è una parola «sulla quale non si contraddicono la Torà, il Vangelo e il Corano». Secondo Al-Qashàni: «Una parola mediana tra noi e voi»: si intende la Parola dell’Unità divina, perché su di essa non vi è contraddizione né tra Profeti né tra i Libri sacri. Questa Parola è «lâ ilâha illâ Allàh», la parola dell’Unità divina (kalimatu t-tawhid).

*   *  *

6° punto

CONDIZIONI (SHURUT[14] DA SODDISFARE DELLA TESTIMONIANZA DI FEDE (Shahada)

In questa Lezione si è affrontato il tema delle condizioni (Shurùt) necessarie e da soddisfare affinché la testimonianza di fede (shahada) sia valida e veritiera. Vengono prese in considerazione queste 7 condizioni (shurùt) necessarie, per rendere valida la ‘Testimonianza di Fede’ (Shahada).

1.La Conoscenza, Scienza (al-‘Ilm)

2.La Certezza (al-Yaqìn)

3.La Sincerità, Purezza d’intenzione (al-Ikhlàs)

4.L’Amore (Mahabba)

5.La Veridicità (as-Siddiq)

6.L’Accondiscendenza, Docilità (al-Inqyàd)

7.L’Accettazione (al-Qabùl)

Shaykh Anwar per aiutare a capire cosa sono le Condizioni (Shurùt) fa questo esempio: Io prendo un accordo con un partecipante al Corso che se viene prima degli altri partecipanti gli darò € 100. Come Condizione (shart) però, deve preparare la sala per il Corso, con la pulizia, il mettere il tavolo per l’insegnante, le sedie per gli studenti, la lavagna con i gessi, il thè per la pausa, etc. Se non adempie a queste condizioni (shurùt) preliminari dell’accordo, dopo non prenderà quanto pattuito. Cosi è per chi viene assunto per un lavoro, avrà una data retribuzione mensile a patto che esegua determinati compiti e impegni preventivamente pattuiti con Condizioni specifiche (shurùt) contrattuali.

Queste sette condizioni che andremo a esaminare assieme, vengono prima della testimonianza di Fede (shahada) e se ben comprese e messe in atto, la testimonianza di Fede porterà i suoi frutti e la sua ricompensa da parte di Allàh.

1. La Conoscenza, Scienza (al-‘Ilm)

Bisogna conoscere, sapere, essere consapevoli che dicendo «là ilàha» «non c’è divinità» si nega qualsiasi idolo o divinità, e dicendo «illà Allàh» «se non Allàh» si conferma coscientemente e consapevolmente che “il solo e unico Dio è Allàh” senza alcun associato e solo Lui ha diritto di essere adorato. Dice Allàh l’Altissimo: «Sappi, abbi conoscenza [fa-’lam -è un ordine imperativo coranico – da ‘ilm, conoscenza], che non c’è divinità all’infuori di Allah, quindi chiedi perdono per il tuo peccato e del peccato e anche dei credenti e per le credenti. Allah ben conosce il vostro agitarvi sulla terra e la vostra finale dimora.» (Corano sura Muhammad 47, vers.19). Allàh in questi versetti da un ordine imperativo a conoscere, a sapere (‘ilm) cosa comprende la parola ‘là ilàha illà Allàh’ altrimenti poi non si è capaci di metterla in pratica correttamente, perché non si conoscono le sue condizioni, le sue regole.

2. La Certezza (al-Yaqìn)

Quando si ha la completezza della conoscenza delle condizioni della testimonianza della Fede (là ilàha illà Allàh) si raggiuge la certezza (yaqìn) e non si hanno più dubbi. Dice Allàh l’Altissimo: «I veri credenti solo coloro che hanno fede in Allah e nel Suo Inviato senza farsi prendere dal dubbio, e si sforzano combattendo sulla Via di Allàh con i loro beni e con se stessi: costoro sono davvero sinceri (as-sàdiqùn).» (Corano sura Al-Hujuràt 49, vers.15). ll Profeta Muhammad (sallà Allàhu ‘alayhi wa sallàm) ha detto: «Se uno crede in Allàh e nel Suo Inviato, senza dubbio alcuno (con certezza), esso entrerà in Paradiso.» (hadith).

3. La Sincerità, la Purezza d’intenzione (al-Ikhlàs[15])

Il Profeta Muhammad (sallà Allàhu ‘alayhi wa sallàm) ha detto: «Chi ha detto ‘là ilàha illà Allàh’ (non c’è divinità all’infuori di Allàh) con sincerità (ikhlàs) andrà in Paradiso». Inoltre chi dice la shahada con sincerità (ikhlàs) accettando cosi il Profeta Muhammad (sas) come Inviato di Allàh, avrà l’intercessione ultima (shafà’a) del Profeta nei confronti di Allàh, nel Giorno del Giudizio. Dice Allàh l’Altissimo: «Non spetta forse ad Allah il Culto Sincero, Puro? Quanto a coloro che si sono presi patroni-protettori altri che Lui dicendo: “Noi non li adoriamo [gli idoli] se non affinché ci avvicinino ad Allah”, ebbene Allàh giudicherà fra loro delle loro discordie. Ma Allah non guida chi è un bugiardo, miscredente (kaffàr).» (Corano sura Az-Zumar 39, vers.39). Vedere anche il Corano ‘la Sura Ikhlàs’ nr.112 ‘La Sura del Culto Sincero’.

4. L’Amore (Mahabba)

Dice Allàh l’Altissimo: «E fra gli uomini vi sono coloro che prendono all’infuori di Allàh degli associati [idoli] uguali a Lui, e che li amano dello stesso amore che hanno per Allah. Ma coloro che veramente hanno fede, hanno per Allah un amore ben più intenso e grande  (ashadda hubb). Se gli empi potessero vedere, [come] quando vedranno il castigo [dell’inferno], che tutta la forza (quwwa) appartiene interamente ad Allah, e che Allah è implacabile nel castigo!» (Corano sura Baqara 2, vers.165). Bisogna perciò ‘amare’ il significato di là ilàha illà Allàh. Quando si fa la preghiera, si legge il Corano, si fa la Umra o il Pellegrinaggio, si fa il dhikr Allàh (ricordo di Dio), e altre pratiche devozionali, esse devono essere fatte ‘con amore’, e non sentirle solo come un obbligo. Bisogna, piano piano, trasferire l’amore che abbiamo nel nostro cuore per questo basso mondo (dunya), nell’amore per Allàh, per il Suo Inviato (sas) e per l’altro mondo (akhira).

Dice il Profeta Muhammad (sallà Allàhu ‘alayhi wa sallàm) «Ci sono tre qualità che chiunque le possiede, potranno assaporare la dolcezza della Fede:

1) Avere un Amore esclusivo per Allàh e per il Suo Inviato.

2) Se si ama qualcun altro, che sia solamente per amore di Allàh.

3) Temere il ritorno alla non-credenza (kufr) in Allàh [l’Unico], condizione della quale si è stati salvati da Allàh, poiché si teme di essere gettati nel fuoco dell’inferno» (Hadith da Anàs Bin Malik).

5. La Veridicità, forza della sincerità (as-Sidq)

Nei rapporti umani corretti ci deve essere sincerità, il suo contrario è la bugia, la falsità.

In cosa consiste la veridicità (sidq) nel dire la parola “là ilàha illà Allàh” non c’è divinità all’infuori di Allàh?

-Consiste nel dirla non solo con la lingua ma anche con il cuore.

Se questa parola viene detta solamente con la lingua, ma non con il cuore, ciò è ipocrisia (nifàq) e non è veridica. Dice Allàh l’Altissimo: «1.Alif, Lâm, Mîm.  2.Pensano forse gli uomini che li si lascerà dire [che sia sufficiente per essi dire]: «Noi crediamo!» senza che essi siano messi alla prova? 3.Ben già mettemmo alla prova quelli che furono prima di essi, e ben conoscerà Allàh coloro che saranno stati veritieri (sidq) e ben conoscerà i mentitori (kàdhibìn).» (Corano sura Al-‘Ankabut 29, vers.1-3).

Queste prove di Allàh possono essere sia per il bene che per il male. Allàh prova cosi l’uomo per vedere se egli quando è nella felicità sa ringraziare Allàh (shukr), rispettando inoltre la Sua Legge, e se l’uomo quando è nel male, lo sa sopportare ed accettare con la pazienza (sabr). E’, in effetti, nella gioia o nella disperazione che l’uomo ha la tendenza a perdere la padronanza e l’equilibrio di se stesso, solo il vero credente riesce a rimanere calmo, sereno ed equilibrato di fronte agli avvenimenti esteriori della vita (felici o infelici). Shaykh Anwar dice di imparare questi tre versetti del Corano sopra riportati e ricordarli ogni giorno come valido aiuto, quando Allàh ci mette alla prova. Dice Allàh l’Altissimo: «E chi è più iniquo di chi inventa menzogne contro Allah e che ha qualificato di menzogna la Verità quando essa sia giunta a lui? Non c’è forse nell’Inferno una dimora preparata per i miscredenti? E chi ha portato con se la Verità e ha creduto in essa (vi si è attenuto), quelli sono i timorati di Allàh.» (Corano sura Az-Zumar 39, vers.33).

6. L’Accondiscendenza, la Docilità (al-Inqyàd)[16]

La Testimonianza di fede shahada e ciò che essa comporta ha bisogno di essere accettata, ascoltata, seguita, con accondiscendenza e docilità. Dice Allàh l’Altissimo: «E volgetevi al vostro Signore pentiti, e sottomettetevi a Lui prima che vi giunga il castigo, poiché dopo non sarete soccorsi.» (Corano sura Az-Zumar 39, vers.54). Dice ancora Allàh l’Altissimo: «E quando vien detto loro: “Seguite quel che Allàh ha fatto scendere [al Profeta Muhammad]”, rispondono: “noi seguiamo piuttosto la via dei nostri padri tale come l’abbiamo trovata.” Farebbero ciò anche se satana li invitasse al tormento del fuoco dell’inferno? Machi si sottomette interamente ad Allah e compie il bene, egli si afferra all’ansa saldissima. In Allah è l’esito di tutte le cose!» (Corano sura Luqman 31, vers.21-22). 

7. L’Accettazione (al-Qabùl)

La Testimonianza di Fede (shahada) richiede di essere ricevuta e accettata dentro di noi, incondizionatamente senza porre alcun nostro limite. Dice Allàh: «Quando veniva detto loro: “Non c’è divinità all’infuori di Allah” essi si gonfiavano  d’orgoglio (kibar) e dicevano: “dovremo forse noi abbandonare i nostri dei per un poeta folle (majnùn)?” No! egli [Muhammad] è venuto con la Verità (Haqq) e ha confermato gli Inviati precedenti.» (Corano sura As-Saffat 37, vers.35-37).

Shaykh Anwar a proposito di questa mancanza di accettazione incondizionata racconta un episodio accaduto all’inizio dell’Islam. Al tempo del Califfo Umar, una persona ricca e di un ceto sociale elevato, aveva fatto la shahada ed era perciò entrato nell’Islam. Mentre stava facendo i giri intorno alla Kaba (tawaf), dietro di lui c’era un povero che, senza volerlo pestò sulla lunga veste del ricco. Egli allora, indispettito, si è fermato e ha dato uno schiaffo al povero. Questi è andato poi dal Califfo Umar per lamentarsi dello schiaffo ‘ingiustamente’ ricevuto. Il Califfo Umar ha informato allora il ricco che per la legge del taglione (facente parte dell’islam) il povero aveva diritto di restituirgli lo schiaffo ingiustamente ricevuto. Il ricco rispose che per la sua posizione sociale non poteva accettare di ricevere davanti alla gente uno schiaffo da uno che socialmente era inferiore a lui (questo ovviamente secondo la sua visione erronea), allora a causa di questo suo sciocco orgoglio, non ha accettato le regole e le condizioni implicite nella shahada e perciò nell’Islam ed ha preferito abbandonare l’Islam e i suoi insegnamenti.

 E la Lode spetta ad Allàh Signore dei mondi – Al hamdu li-Llàh Rabbi ‘alamin

Rosa images2

NOTE

[1] «Fadail” plurale di «Fadl» ha in italiano i seguenti significati: favore divino; grazia; merito; beneficio. Esiste anche il Nome divino «Al-Fàdil» Il Sovrabbondante.

[2] «Ath-Thàbit» ‘L’Immutabile’, è uno dei 99 Nomi di Allàh.

[3] «Mathala» dalla radice araba M-TH-L- dai significati di rassomiglianza; paragone; immagine; simbolo; modello esemplare; archetipo.

[4] «Al-Bàqi» ‘Il Permanente’; ‘Colui che continua a sussistere’; uno dei 99 Nomi di Allàh.

[5] «Tawhìd» ha in italiano i seguenti significati: Unità; l’Unità di Dio; attestazione dell’Unità Suprema; la dottrina dell’Unità o dell’Unicità divina, o sua proclamazione, testimonianza o affermazione.

[6] «Shirk» è il fatto di associare a Dio altre divinità; associare qualcosa a Dio; politeismo; idolatria.

[7] La nozione di «Ihsàn» “Virtù” rinvia all’idea del compimento perfetto delle buone opere (hasanàt) o di ciò che è moralmente e eticamente corretto. «Ihsàn» si traduce generalmente con ‘eccellenza del comportamento’, ‘perfezione nell’adorazione’, ‘virtù perfetta’. Vedere anche l’Hadith Jibril “l’Ihsàn consiste nell’adorare (o servire) Allàh come se tu Lo vedessi, poiché se tu non Lo vedi, Egli tuttavia vede te.

[8] «Da’wa» ha i seguenti significati: Appello rivolto all’umanità di ricordarsi di Dio; chiamata a Dio; appello alla conversione alla Religione di Dio.

[9] «Al-‘Adl» “Il Giusto” è uno dei 99 Nomi Divini. «’Adl» ha tra i suoi significati: la giustizia (divina); l’equilibrio; l’equità.

[10] «Tayyb» ha i seguenti significati: buono, ciò che piacevole, delizioso, beatitudine.

[11] Vale a dire l’articolo determinativo «al» (il), nella parola al-tayyib  (il buono), che comprende tutto ciò che è buono in termini di parola.

[12] «’Ulyà» ha tra i suoi significati: elevazione in altezza, esaltazione, sublimità. «Al-‘Alì» “L’Altissimo” è uno dei 99 Nomi di Allàh. vedi anche Sura Al-‘Alà -L’Altissimo nr.87.

[13] «Sawa’» significa: mediana; omogenea; uguale; equilibrata; giusta. «Sawà’ as-sabìl» la retta via.

[14] «Shart» (plurale shurùt) ha questi significati: condizione, presupposto, condicio sine qua non, condizione o condizioni affinché un contratto, un lavoro, sia valido.

[15] «Ikhlàs» ha diversi significati però tutti collegati con la sincerità: sincerità nell’adorazione a Dio; assoluta devozione a Dio; culto sincero; purezza adorativa; pura intenzione.

[16] «Inqyàd» può significare: Condiscendenza, arrendevolezza, remissività, docilità. Il suo contrario è ostinazione, caparbietà.

Questa voce è stata pubblicata in 4° CORSO- "I Pilastri dell'Islam" (Al Arkàn al Islàm) (2013). Contrassegna il permalink.

Una risposta a RIASSUNTO prime Lezioni (Corso-I Pilastri dell’Islam) La Shahada

  1. Vincenzo Letizia ha detto:

    Salam aleikum complimenti fratello è una presentazione molto chiara che dice l’essenziale in lingua italiana  e che è una buonissima introduzione ai principi dell’ Islam . Continuate così !  JazakALLAH ul kheir ALLAH  Hafidek Amin

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